venerdì, aprile 25, 2003 Dal mio diario offline - 25 aprile 2003 Massì, sono state delle belle giornate. Tranquille. Non proprio a posto, perchè non è a posto una famiglia che si trova in riva al lago in un camper a guardare il tramonto, e poi ognuno torna a casa sua. Nel senso che vabbè va tutto bene ma c'è qualcosa di non detto che immalinconisce i momenti più belli. Come quel pezzo dei red hot chili peppers che mio figlio continua a far passare sul CD - credo si chiami "Road Tripping" - e mi fa sentire proprio quello che provo. (anche la serenità può essere malinconica, evidentemente) Dal mio diario offline - 24 aprile 2003 Vacanza. Lago. Belle giornate. Siamo riusciti a partire in camper io mio figlio e mio marito (quello che se n'è andato) e arrivare qua da amici, di quelli che avevamo da sposati. Bimbi che giocano, uomini che scherzano, donne che parlano di quanto è faticosa la vita. Una normale vacanza famigliare, insomma. Vedo un internet point e mi viene la spaventosa tentazione di fuggirci dentro, scaricare la posta, leggere qualche novità nei diari degli altri. Così capisco che tutta questa normalità mi sta stretta, e non è più mia. da lolitapassita | alle 23:35 (se vuoi, lo ritrovi qui) | commenti (6) sabato, aprile 19, 2003 Pasqua e Pasquetta da sola. Me ne sono resa conto solo ora che se ne sono andati. Nei giorni scorsi ero troppo presa dal lavoro e dalle cose da fare per pensare un attimo a quello che mi stava per succedere. Poi il caso ha fatto il resto: avremmo dovuto partire a pasquetta col camper io l'aspirante ex e mio figlio, per fare contento quest'ultimo. Un'ernia al disco ha bloccato tutto, e il venerdì si è rivelato santo anche per questo. Non ho niente da dire a nessuno, non ci sono colpe. Ma io registro anche quest'episodio nella lista dei segni. E' incredibile come più gente conosco, più rimango sola.... da lolitapassita | alle 10:35 (se vuoi, lo ritrovi qui) | commenti venerdì, aprile 18, 2003 Mannaggia, nella mia vita è entrata un'altra variabile. Questa. Ma non ne avevo già abbastanza di conoscenze di persone di dubbi di riflessioni su di me e su cosa cerco? Perdo ore di sonno ad aggiornare pagine, condannata all'anonimato. Io, che del mio essere Io, là fuori, all'aria, ne ho fatto il principale punto di forza. Un'altra variabile su cui riflettere... Non fa altro che aumentare la confusione.... da lolitapassita | alle 19:34 (se vuoi, lo ritrovi qui) | commenti (2) Ho un pò paura. E' di nuovo venerdì. da lolitapassita | alle 19:26 (se vuoi, lo ritrovi qui) | commenti mercoledì, aprile 16, 2003 uh, giornata inaspettatamente frizzante! grazie alle mie attività di ricerca ho riportato alla realtà l'evanescenza...e le ultime notizie, in arrivo al volo dalla mia personale grande rete, dicono che un orrendo figuro è in realtà un simpatico tipo, anche un pò più giovane di come me lo immaginavo... Sono proprio una cercaguai... è questa la mia salvezza.... da lolitapassita | alle 15:58 (se vuoi, lo ritrovi qui) | commenti (9) martedì, aprile 15, 2003 E' una fortuna fare un lavoro dove si incontrano un sacco di persone: nel mucchio, si trova sempre qualcuno che ti fa le moine non foss'altro perchè gli servi. Oppure incroci uno sguardo più intelligente degli altri, a cui ti fa piacere ripensare. Così, il sentimento di oggi è la confusione, e quindi va molto meglio. da lolitapassita | alle 16:39 (se vuoi, lo ritrovi qui) | commenti lunedì, aprile 14, 2003 "Come è andato il weekend?" è stato orribile. adesso sto più o meno come una bambola rotta. prima o poi doveva capitare. Ora ho ancora meno filtri di prima (si sono usurati, insieme a tutto il resto), e ho ancora meno capacità di discernere. Io la vivo bene, mi sento come se avessi l'influenza (magari la pleurite). Però c'è chi deve evitarmi come la morte.. io sono una mina vagante... metti che uno in un momento di distrazione ci passa sopra... da lolitapassita | alle 14:18 (se vuoi, lo ritrovi qui) | commenti (4) Dopo qualche giorno di prova, e malgrado tutto, mi sembra fatto di gente umana questo posto.Così ho preso una decisione importante (per me si intende. a voi che vi frega?): ho inserito i commenti al mio diario. Ho dovuto fare una giravolta mentale, perchè sono di vecchio stampo, e non mi immagino un diario che si possa commentare. Ma in effetti fino a poco tempo fa non mi immaginavo nemmeno che i diari potessero in teoria essere letti da chiunque in tutto il mondo... Vi prego però, se vi venisse la bizzarra idea non dico di entrare qui - che già è strana forte - ma di fare qualche considerazione, abbiate un pelo di pietà di me: sono fatta di vetro. sono fragile, qui... e già temo quel che ho fatto (domani mi rimangerò tutto, lo so, come la metà delle cose che ho scritto..) da lolitapassita | alle 00:30 (se vuoi, lo ritrovi qui) | commenti (3) domenica, aprile 13, 2003 Qualcosa si è rotto Qualcosa si è rotto Qualcosa si è rotto Qualcosa si è rotto Qualcosa si è rotto Qualcosa si è rotto Non ci sto più dentro e “La finestra di fronte” (una giornata intera di repeat di Giorgia abbarbicata su uno stepper che non mi riesce a stremare) peggiora la situazione. Sto male male male male. Che mi stia rendendo finalmente conto (sei mesi dopo: ci voleva la primavera.......) di cosa sta succedendo? da lolitapassita | alle 23:55 (se vuoi, lo ritrovi qui) | commenti sabato, aprile 12, 2003 Grandi verità"chi semina vento raccoglie tempesta" da lolitapassita | alle 18:29 (se vuoi, lo ritrovi qui) | commenti (2) Bene. Prima o poi doveva succedere che mi ritrovavo di fronte ad una bottiglia di pessimo lambrusco chiusa in casa a piangere senza sapere perchè. Non è che una è wonderwoman, e gli riesce tutto bene e sorride a tutti, e prende le botte perchè perde un lavoro sotto natale appena separata e tac ne ripiglia un altro e dopo le feste ricomincia tutto - lavoro e vita, tutto compreso in uno scontrino - e si inventa un menage con suo figlio che - guarda un pò - è tutto diverso da prima, neanche malaccio (eppure ero la stessa madre, boh). E tralascio tutte le cazzate le persone che ho conosciuto e i bleah melensi di chi ha bisogno di reinventarsi una vita d'affetto e non si ricorda più come si fa. E poi non ha nemmeno un momento di cedimento. Figurarsi. Oggi è venerdì (ieri era venerdì, adesso siamo già nel bel mezzo della notte di sabato). Di solito il venerdì ho due scelte. la prima: vado a prendere mio figlio al doposcuola e stiamo insieme, ultima sera della settimana prima della consegna al papà. La seconda: lavoro fino a tardi, poi tiro su la testa dal computer, guardo quanti colleghi sono rimasti e li invito nel bar più carino della città (l'unico dove sono gentili e non se la tirano, c'è un'atmosfera un pò moderna, non c'è un aria da "mi faccio vedere in giro" che c'è sempre qui anzi c'è un pò un'aria da club, con la fama che ha di essere un locale per gay... che se si chiamano gay un motivo devono pur averlo, e c'è da imparare...). Quando tiro su la testa, di solito i colleghi che resistono a quell'ora il venerdì sono giusto due. E sono deliziosi. Andiamo a prenderci l'aperitivo che è sempre talmente alcolico e talmente pieno di roba da mangiare che diventa inevitabilmente la prima cena del weekend, condita da riflessioni filosofiche su quello che ci capita intorno che ce n'è sempre da dire. Fatto questo, di solito arrivo a prendere mio figlio- con un'aria impercettibilmente (o forse nemmeno tanto imprecettibilmente) stordita - tipo alle dieci e mezzo di sera, che tanto il giorno dopo dorme. Ci diciamo cosa abbiamo fatto gli rimbocco le coperte diciamo le preghierine e ciao. In entrambi i casi la prospettiva, devo dire, non è niente male. E', diciamo così, confortevole. Oggi c'è stata qualche variazione: nel primo pomeriggio mi hanno invitato ad una riunione nella grande città - carbonarismo politico in case del centro - e io ne sono stata gasata. Non so perchè, se non per il gusto della novità e per l'idea di tornare nella grande città che mi ha fatto crescere e che non mi è mancata fino a che non mi sono ritrovata sola. E poi ci andavo col mio amico, che è sempre un piacere o almeno una fonte di scambio di idee, di pettegolezzi, di malizie di vario genere e di litigate in santa pace a volte (anche se adesso non c'è pace per niente). Ok tutto a posto: sono riuscita persino ad ovviare, con l'acquisto di un paio di pantaloni a 9 euro, allo stracciamento inguinale dei miei jeans, che si erano letteralmente aperti mentre lavoravo. Mi organizzo pure con chi mi tiene il figlio, preparandomi a lasciarglielo per la notte. Penso di tornare tardi, non voglio far aspettare mio figlio sveglio e incasinare la vita a tutti. La riunione, peraltro surreale anche se concreta come mi capita con questa compagnia di furibondi dei nuovi movimenti (cosa che può rendere almeno tollerabile il fatto che io mi prepari e mi diverta ad andare ad una riunione, che in sè sembra un controsenso...), dura decisamente meno di quel che mi aspettavo. Avrei potuto andare a prendere con tutta comodità mio figlio, e trascorrere la sera con lui. Avrei potuto in alternativa fare in tempo a farmi quel negroni che mi avrebbe ottuso la testa abbastanza per stare meglio, e quelle quattro chiacchere che scaldano il cuore e che sono le uniche che ricordi sotto l'effetto dell'alcol, rendendo il week end più accettabile. Avrei potuto dire al mio amico come stavo, che stavo sprofondando sempre più nel panico ad ogni metro che la sua macchina faceva verso casa. Ma non ho saputo come dirgli che non sapevo dove andare, quando scendevo dalla sua macchina. E che l'ultima cosa che volevo fare era tornare a casa da sola, quando mio figlio era da un'altra parte e nemmeno con suo padre e non riuscivo a riprendermelo perchè ormai era partita la macchina del soccorso parentale, che non torna mai indietro. Ho fatto dei gesti assurdi: ho contato fino a duemila per non litigare con lui, ho rischiato persino di acciaccargli la portiera. Ripresa la mia pandina ho provato anche ad andare al bar da sola. Ma faceva ancora più triste: sarebbe stato devastante. Così, lacrime in tasca e sensazione di totale solitudine, sono tornata a casa, ho stappato il pessimo lambrusco, ho scartocciato un etto di salame e finchè non li ho finiti non ho smesso di mangiare e bere. Credo di avere visto la tivù, mi sono risvegliata con quei cazzo di telefoni porno che non sono nemmeno più divertenti come gli hard di una volta. E adesso scrivo. Come sto male... (avvertimento per chi dovesse leggere per caso questa mia: non datevi la pena di fare commenti sulla mia autocommiserazione. Metteteteveli dove potete immaginare. Ho aperto un diario sul web per avere l'illusione di avere qualcuno che mi ascolta, non per conoscere gente che mi faccia la radiografia. Può darsi anche che io abbia sbagliato mezzo di comunicazione: pensate quello che vi pare ma tenetevelo per voi) da lolitapassita | alle 04:24 (se vuoi, lo ritrovi qui) | commenti (2) giovedì, aprile 10, 2003 Ma quanto mi fanno incazzare quelli che pretendono che io sappia come sto. Dico: mi sto separando, la mia vita mi passa davanti come un film a ritroso (alla ricerca di dove sta il baco, che non troverò mai), sei ore prima sono eccitata come sotto l'effetto di una droga, sei ore dopo sono depressa come se fosse finito l'effetto della droga: e non mi è successo niente di particolarmente importante. Ora: di fronte ad un effetto fisico del genere, che cazzo ne so io di cosa ho? Cara grazia che non mi metto nei guai, che non mi ritrovo in un letto senza sapere come ci sono arrivata, che non perdo gli amici e non perdo la faccia sul lavoro. Per ora. Come sto lo saprò alla fine di tutta questa buriana: e allora, stiano pur certi, glielo racconto. Ma adesso che non mi scàssino, o al massimo mi offrano un negroni. |
domenica 29 gennaio 2012
Aprile 2003
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento